MANIFESTO EDITORIALE DI IBUC

Italia, 2012

Nella tempestosa fase civile d’oggi, i valori fondanti di un percorso di mille anni di comune lingua e di centocinquanta anni di comune Patria sembrano esposti a gravi rischi.
In tale temperie, riteniamo dovere primario dell’editoria sostenere la “vivezza” (N. Tommaseo) del patrimonio costituito dalla lingua italiana, scritta e letta da oltre sessanta milioni di persone in Italia e da altri milioni all’estero. Riteniamo quindi essenziale per la nostra iniziativa editoriale sostenere, insieme ai tratti millenari dell’Italiano, il “volto della propria età” (S. Battaglia, 1961, Presentazione del “Grande Dizionario della Lingua Italiana”), cioè quella produzione originale madrelinguistica che è l’istanza dinamica della lingua italiana in saggistica e in letteratura.
IBUC riconosce che l’attenzione alla cultura straniera è un lavoro di sempre e un pregio del popolo del Bel Paese e, benché purista, fa suo il concetto dell’oculata contaminazione con le altre lingue. Nel mondo globalizzato (seppur malamente), inoltre, occorrono lingue di comunicazione planetaria, come ad esempio l’inglese nel linguaggio degli affari o in internet. Nell’italiano contemporaneo, non disprezziamo né misconosciamo le tecniche di scrittura veloce di chat line, forum e blog, diffuse soprattutto tramite i social network di internet, e nemmeno la pratica della scrittura estemporanea propria dei messaggi brevi (S.M.S.) utilizzati molto per la via telefonica: entrambi possono costituire canali di adeguamento della lingua ad attuali esigenze di significazione.
Crediamo però che la lingua si appoggi ai generi classici della scrittura (letteratura e saggistica), i quali si avvalgono di strutture lessicali e sintattiche in gran parte di tipo permanente. Perciò gli autori scelti da IBUC, dotati d’inalienabile libertà artistica e scientifica, potranno usare nelle loro opere neologismi, termini stranieri (con la segnalazione in corsivo) e forme verbali innovative: sarà tuttavia cura di IBUC riconoscere a ciò l’istanza dinamica di “volto della propria età”, cioè di migliore capacità espressiva drammaturgica o scientifica nella lingua italiana.
Crediamo che soltanto le scritture originali in lingua, e non le traduzioni, possano compiere il delicato lavoro creativo che alimenta la differenza (N. Tommaseo) tra lingua “viva”, dotata di capacità evolutiva e significante, e lingua “vivente”, praticata anche soltanto nel parlato.
Le opere che IBUC presenta sono scritture originali in lingua italiana, corrette nell’uso lessicale e sintattico, espressione del “volto della propria età” in termini comunicativi e linguistici. Inoltre, sono caratterizzate da contenuti idonei all’esportazione e, per la letteratura, da precisi assetti drammaturgici che qualificano il testo nella sua funzione specifica d’intrattenimento.
Ecco perché ci chiamiamo IBUC: un acronimo risorgimentale, ma consapevole che la nostra battaglia si combatte dentro e fuori i confini dei parlanti l’italiano.
E da editori veri, cioè da ultimi scrittori e primi lettori, per ogni opera:

  1. studiamo il momento storico e identifichiamo i temi d’interesse;
  2. cerchiamo i testi e gli scrittori di madrelingua italiana;
  3. indirizziamo (strategia testuale), correggiamo (editing), vestiamo editorialmente (impianto di pagina e di testo, copertina, veste tipografica, inserimento nelle nostre collane, ISBN, …) le opere;
  4. promuoviamo le opere tra i lettori con tutte le nostre forze e le vendiamo;
  5. paghiamo gli scrittori per il loro eroico lavoro, per le loro famiglie e perché la loro vita e la loro scrittura sono l’unica condizione di vivezza della lingua italiana, valore comune e individuale indiscutibile di oltre sessanta milioni di persone.

Rivendichiamo per gli scrittori italiani uno spazio vitale nel mercato editoriale del nostro Paese, oggi insufficiente a causa di meccanismi commerciali, della forza pubblicitaria di opere soprattutto in lingua inglese e spagnola e delle strategie dei grandi editori nazionali.

PIÙ MERCATO AGLI SCRITTORI ITALIANI PER UN ITALIANO SEMPRE PIÙ VIVO

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